Ciao a tutti!
tempo fa, avevo aperto un altro blog, insieme ad alcuni amici. Si chiamava EnoFoodLibrary, il nome era (liberamente) ispirato a un'enoteca di Alba che si chiamava EnoLibrary (il Food è stato aggiunto da noi).
L'idea di quel blog era di parlare di libri, buona cucina e buon vino. Poi però ha perso la sua ragione iniziale e ognuno ha cominciato a scriverci quello che gli pareva. E io ho perso interesse, tant'è che ho creato questo blog.
Però si sa i grandi amori non si scordano, così, a distanza di mesi (oltre un anno) ho deciso di riprendere le redini anche dell'altro blog, ormai nel frattempo abbandonato da tutti. L'ho rinominato "Lamiapiccolalibreria" e ho ricominciato a scriverci. Di cosa? Di libri soprattutto (anche se non sono una lettrice così veloce e brava come Chiara de http://lerecensionidichiara.blogspot.com/ che ammiro molto), di film (anche se non ne vedo tanti come Margherita di http://margherita-nulladipreciso.blogspot.com/, altro blog che mi piace molto), di cibo (ma non aspettatemi che cucini spesso e bene:-)) e di vino, mia grande passione (vi ho mai detto che il mio grande sogno è trasferirmi in campagna e produrre vino?).
Ma non abbandonerò questo blog anzi, i due co-esisteranno, anche se cercherò di tenere distinti i soggetti. Spero solo di riuscire ad aggiornarli spesso entrambi.
Che ne dite? Mi seguirete anche sull'altro? spero proprio di sì!!
Buona giornata a tutti
Ecco l'indirizzo preciso dell'altro blog: http://lamiapiccolalibreria.blogspot.com/
venerdì 17 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
Villa Necchi Campiglio
Oggi pomeriggio ho visitato Villa Necchi Campiglio, uno dei beni più prestigiosi del FAI e parte del circuito Casamuseo di Milano.
La villa è stata costruita agli inizi degli Anni 30, commissionata dalla famiglia Necchi (Gigina e Nedda) e il marito della prima (Angelo Campiglio) all’architetto Portaluppi. Esponenti dell’alta borghesia industriale milanese (avente presente il marchio Necchi delle macchine da cucire?), i Necchi Campiglio diedero carta bianca a Portaluppi e non posero alcun limite di budget. Il risultato è impressionante. Lo stile, i materiali usati, gli impianti e le attrezzature realizzate sono moderni e innovativi. La piscina, riscaldata, è stata la prima piscina realizzata all’interno della città; per non parlare dell’ascensore che collega i piani della villa, il montavivande, i citofoni, i telefoni, le porte blindate.
I Necchi Campiglio non apprezzarono però fino in fondo il lavoro del Portaluppi e quando ritornarono in città dopo la seconda guerra mondiale, incaricarono un altro architetto, Tomaso Buzzi, di rivedere l’arredo di molte stanze in stile settecentesca. Il risultato non è stato a mio parere eccezionale; l’accostamento tra lo stile moderno e all’avanguardia del Portaluppi e l’arredo ricco e sfarzoso del settecento è di gusto dubbio, anche se anche il Buzzi ha utilizzato materiali e oggetti di enorme valore e pregio.
Purtroppo i Necchi Campiglio non ebbero figli e alla loro morte la villa venne lasciata in eredità al FAI che l’aprì al pubblico nel 2008, dopo anni di restauri.
Credetemi, se siete di Milano o ci passate ogni tanto, merita una visita! La cosa che mi è piaciuta di più? Sarò frivola, ma la cabina armadio, che contiene ancora tutto il guardaroba delle sorelle, è una passeggiata nell’alta moda dell’epoca!
Ecco un po’ di foto che ho trovato sul sito del FAI: http://www.fondoambiente.it/. Non sono riuscita a farne di mie ma queste sono meglio!
La villa è stata costruita agli inizi degli Anni 30, commissionata dalla famiglia Necchi (Gigina e Nedda) e il marito della prima (Angelo Campiglio) all’architetto Portaluppi. Esponenti dell’alta borghesia industriale milanese (avente presente il marchio Necchi delle macchine da cucire?), i Necchi Campiglio diedero carta bianca a Portaluppi e non posero alcun limite di budget. Il risultato è impressionante. Lo stile, i materiali usati, gli impianti e le attrezzature realizzate sono moderni e innovativi. La piscina, riscaldata, è stata la prima piscina realizzata all’interno della città; per non parlare dell’ascensore che collega i piani della villa, il montavivande, i citofoni, i telefoni, le porte blindate.
I Necchi Campiglio non apprezzarono però fino in fondo il lavoro del Portaluppi e quando ritornarono in città dopo la seconda guerra mondiale, incaricarono un altro architetto, Tomaso Buzzi, di rivedere l’arredo di molte stanze in stile settecentesca. Il risultato non è stato a mio parere eccezionale; l’accostamento tra lo stile moderno e all’avanguardia del Portaluppi e l’arredo ricco e sfarzoso del settecento è di gusto dubbio, anche se anche il Buzzi ha utilizzato materiali e oggetti di enorme valore e pregio.
Purtroppo i Necchi Campiglio non ebbero figli e alla loro morte la villa venne lasciata in eredità al FAI che l’aprì al pubblico nel 2008, dopo anni di restauri.
Credetemi, se siete di Milano o ci passate ogni tanto, merita una visita! La cosa che mi è piaciuta di più? Sarò frivola, ma la cabina armadio, che contiene ancora tutto il guardaroba delle sorelle, è una passeggiata nell’alta moda dell’epoca!
Ecco un po’ di foto che ho trovato sul sito del FAI: http://www.fondoambiente.it/. Non sono riuscita a farne di mie ma queste sono meglio!
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| Hall d'ingresso |
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| Biblioteca |
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| Bagno privato |
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| Giardino d'inverno |
venerdì 3 febbraio 2012
Neve
Ciao a tutti,
a Milano oggi c’è il sole e il cielo blu ma le temperature sono crollate. E sembra che il peggio debba ancora arrivare: stanotte sono previsti -12 gradi. Nella mia vita credo di non aver mai sperimentato una temperatura così bassa, sarà come vivere in un freezer senza essere dei surgelatiJ!
L'effetto di questo gelo sarà che la neve, caduta abbondantemente, si cristallizzerà e resisterà fino a Pasqua imbiancando i giardini e le piante (e i marciapiedi, purtroppo..)
Stamattina prima di arrivare al lavoro mi sono goduta una bella passeggiata nei giardini Palestro, insolitamente deserti per il freddo. Non è un paesaggio magnifico?
Buon weekend a tutti
lunedì 2 gennaio 2012
Bye 2011 - Welcome 2012!!!
Ciao e Buon Anno a tutti!!
Avete fatto la vostra lista di considerazioni sull'anno trascorso e di buoni propositi per il nuovo?
Io sì, come tutti gli anni; di solito i propositi li dimentico subito, ma quest'anno mi impegnerò affinché diventino realtà.
Il 2011 per me è stato un anno di passaggio, né brutto né bello, non ci sono stati picchi al rialzo (permettetemi questa espressione "borsistica") né, per fortuna, picchi negativi. E' stato però l'anno delle consapevolezze:
che sto invecchiando e che il mio fisico risente di più degli acciacchi e dello stress
che nessun uomo mi vorrà bene come il mio papà
che le amicizie nel tempo cambiano, alcune si rinforzano altre si spengono, ma comunque cambiano
che se mi guardo allo specchio chiedendomi (cito Jobs nel suo discorso di Stanford) " se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, mi piacerebbe fare quello che sto per fare?", la risposta è spesso no, ma sto facendo nulla o troppo poco per cambiare
che la pigrizia sta inficiando troppe relazioni e interessi
che i compromessi sono la parte essenziale di qualunque relazione
che bisogna saper cogliere il lato positivo di ogni persona, accantonando o non guardando solo ai difetti; siamo tutti diversi ma ognuno può dare qualcosa all'altro
che se vuoi una cosa e la vuoi seriamente la ottieni
Per cui per questo 2012 i miei propositi sono:
vincere la pigrizia, iscriversi a nuovi corsi (fatto: yoga), conoscere gente nuova, non trascurare gli amici che contano
viaggiare: è il miglior modo di impiegare tempo e denaro
dedicare più tempo o miglior tempo a mia mamma e agli affetti famigliari
avere più cura di me stessa, mangiare meglio, seguire le mie idee in termini di alimentazione anche se sono controcorrente rispetto alla media
leggere e scrivere
trovare il modo per realizzare i miei sogni (questi per scaramanzia non li svelo, dico solo che non c'entrano nulla con ciò che faccio oggi per campare)
innamorarmi (di una persona, di un progetto, di un modo di vivere)
E voi come vorreste che fosse il nuovo anno?
Avete festeggiato bene la fine del 2011 e l'inizio del nuovo anno?
Avete fatto la vostra lista di considerazioni sull'anno trascorso e di buoni propositi per il nuovo?
Io sì, come tutti gli anni; di solito i propositi li dimentico subito, ma quest'anno mi impegnerò affinché diventino realtà.
Il 2011 per me è stato un anno di passaggio, né brutto né bello, non ci sono stati picchi al rialzo (permettetemi questa espressione "borsistica") né, per fortuna, picchi negativi. E' stato però l'anno delle consapevolezze:
che sto invecchiando e che il mio fisico risente di più degli acciacchi e dello stress
che nessun uomo mi vorrà bene come il mio papà
che le amicizie nel tempo cambiano, alcune si rinforzano altre si spengono, ma comunque cambiano
che se mi guardo allo specchio chiedendomi (cito Jobs nel suo discorso di Stanford) " se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, mi piacerebbe fare quello che sto per fare?", la risposta è spesso no, ma sto facendo nulla o troppo poco per cambiare
che la pigrizia sta inficiando troppe relazioni e interessi
che i compromessi sono la parte essenziale di qualunque relazione
che bisogna saper cogliere il lato positivo di ogni persona, accantonando o non guardando solo ai difetti; siamo tutti diversi ma ognuno può dare qualcosa all'altro
che se vuoi una cosa e la vuoi seriamente la ottieni
Per cui per questo 2012 i miei propositi sono:
vincere la pigrizia, iscriversi a nuovi corsi (fatto: yoga), conoscere gente nuova, non trascurare gli amici che contano
viaggiare: è il miglior modo di impiegare tempo e denaro
dedicare più tempo o miglior tempo a mia mamma e agli affetti famigliari
avere più cura di me stessa, mangiare meglio, seguire le mie idee in termini di alimentazione anche se sono controcorrente rispetto alla media
leggere e scrivere
trovare il modo per realizzare i miei sogni (questi per scaramanzia non li svelo, dico solo che non c'entrano nulla con ciò che faccio oggi per campare)
innamorarmi (di una persona, di un progetto, di un modo di vivere)
E voi come vorreste che fosse il nuovo anno?
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| Fonte: Pinterest |
mercoledì 30 novembre 2011
Quando la tecnologia ti cambia le abitudini
Sul numero di Io Donna di sabato 19 novembre, in ultima pagina, prima della quarta di copertina, è stato pubblicato un articolo di Serena Dandini "Smartphone Victim", che molto ironicamente prendeva in giro se stessa e tutte le persone che diventano addicted ai vari e svariati strumenti tecnologici oggi in commercio.
Ebbene, mi sono identificata da cima a fondo.
Fino a meno di un mese fa infatti mi rifiutavo sistematicamente di dotarmi di un telefono al passo con i tempi e usavo, anche con estrema fierezza, un modello post-preistoria, Nokia XYZ del 2003-2004 (non mi ricordo nemmeno). Vi allego la foto così capite (l'ho anche resa vintage con Istagram.....ecco, appunto, poi capirete..:-))).
Questo telefono non faceva le foto (però aveva già lo schermo a colori, da qui il “post”-preistoria), non inviava né riceveva mms, non aveva connessione internet. E' caduto per terra un centinaio di volte (una volta anche dalle scale), è stato usato sovente come dissuasore del gatto (leggi, lanciato contro il felino che si avventurava in terreno proibito), veniva scordato regolarmente in borsa e considerato solo in rari momenti della giornata (e spesso spento una volta arrivata a casa).
Poi qualche settimana fa ho deciso d'impulso che avrei fatto un upgrade al mio stato “telefono cellulare” e ho comprato uno smartphone (sì, quello della mela, tanto l’avete capito).
E la mia vita è cambiata, cioè sono diventata telefono-dipendente.
Non lo spengo nemmeno più quando vado a dormire (tranne svegliarmi di soprassalto di notte, i primi tempi, quando arrivava una mail o un sms e mi ero scordata di cambiare il tono da “tromba” a qualcosa di più classico), rispondo alle mail via telefono anche se sono davanti al pc, fotografo, ritocco e pubblico qualsiasi scemenza veda su instagram, twitter, facebook, flickr (e chi più ne ha più ne metta), chatto con le amiche che ho visto 2minuti prima, guardo le news su facebook trenta volte al giorno (prima facebook, forse, lo guardavo una volta al mese), leggo libri (in attesa dal dottore ho scaricato e letto l’estratto del nuovo libro della Kinsella – quando sono entrata dal medico mi ha chiesto se avevo la congiuntivite!) ....Insomma resto connessa con il mondo J.
Ammetto che un paio di volte ho desiderato spegnerlo e lasciarlo in borsa per qualche ora, ma poi mi sono detta: “che spreco, non posso mica trattarlo come un telefono normale?!!”
E voi siete schiavi della tecnologia o la usate con parsimonia?
Ebbene, mi sono identificata da cima a fondo.
Fino a meno di un mese fa infatti mi rifiutavo sistematicamente di dotarmi di un telefono al passo con i tempi e usavo, anche con estrema fierezza, un modello post-preistoria, Nokia XYZ del 2003-2004 (non mi ricordo nemmeno). Vi allego la foto così capite (l'ho anche resa vintage con Istagram.....ecco, appunto, poi capirete..:-))).
Questo telefono non faceva le foto (però aveva già lo schermo a colori, da qui il “post”-preistoria), non inviava né riceveva mms, non aveva connessione internet. E' caduto per terra un centinaio di volte (una volta anche dalle scale), è stato usato sovente come dissuasore del gatto (leggi, lanciato contro il felino che si avventurava in terreno proibito), veniva scordato regolarmente in borsa e considerato solo in rari momenti della giornata (e spesso spento una volta arrivata a casa).
Poi qualche settimana fa ho deciso d'impulso che avrei fatto un upgrade al mio stato “telefono cellulare” e ho comprato uno smartphone (sì, quello della mela, tanto l’avete capito).
E la mia vita è cambiata, cioè sono diventata telefono-dipendente.
Non lo spengo nemmeno più quando vado a dormire (tranne svegliarmi di soprassalto di notte, i primi tempi, quando arrivava una mail o un sms e mi ero scordata di cambiare il tono da “tromba” a qualcosa di più classico), rispondo alle mail via telefono anche se sono davanti al pc, fotografo, ritocco e pubblico qualsiasi scemenza veda su instagram, twitter, facebook, flickr (e chi più ne ha più ne metta), chatto con le amiche che ho visto 2minuti prima, guardo le news su facebook trenta volte al giorno (prima facebook, forse, lo guardavo una volta al mese), leggo libri (in attesa dal dottore ho scaricato e letto l’estratto del nuovo libro della Kinsella – quando sono entrata dal medico mi ha chiesto se avevo la congiuntivite!) ....Insomma resto connessa con il mondo J.
Ammetto che un paio di volte ho desiderato spegnerlo e lasciarlo in borsa per qualche ora, ma poi mi sono detta: “che spreco, non posso mica trattarlo come un telefono normale?!!”
E voi siete schiavi della tecnologia o la usate con parsimonia?
lunedì 28 novembre 2011
Un dicembre P'tit
ciao a tutti
oggi vi volevo parlare di una bellissima iniziativa della frizzante Camilla del blog Zelda was a writer che seguo assiduamente.
Come potete vedere anche dal banner a destra (se ci cliccate sopra arrivate direttamente al post messo da Camilla nel suo blog l'11 novembre), la sua idea è quella di un progetto fotografico che illuminerà di gioia i nostri giorni di dicembre. Una sorta di calendario dell'Avvento fatto da tutti noi.
Come funziona?è molto facile. Bisogna solo iscriversi al gruppo speciale (http://www.flickr.com/groups/ptit/) creato su Flickr e ogni giorno, dal 1 al 31 dicembre, pubblicare una foto di qualcosa che, come dice Camilla, "ti strappa un sorriso quotidiano e che, in tempi di problemi e corse trafelate, molto spesso non si nota."
Io mi sono iscritta e ho già oliato e lucidato sia l'Iphone che la mia macchina fotografica.
E voi siete pronti?
oggi vi volevo parlare di una bellissima iniziativa della frizzante Camilla del blog Zelda was a writer che seguo assiduamente.
Come potete vedere anche dal banner a destra (se ci cliccate sopra arrivate direttamente al post messo da Camilla nel suo blog l'11 novembre), la sua idea è quella di un progetto fotografico che illuminerà di gioia i nostri giorni di dicembre. Una sorta di calendario dell'Avvento fatto da tutti noi.
Come funziona?è molto facile. Bisogna solo iscriversi al gruppo speciale (http://www.flickr.com/groups/ptit/) creato su Flickr e ogni giorno, dal 1 al 31 dicembre, pubblicare una foto di qualcosa che, come dice Camilla, "ti strappa un sorriso quotidiano e che, in tempi di problemi e corse trafelate, molto spesso non si nota."
Io mi sono iscritta e ho già oliato e lucidato sia l'Iphone che la mia macchina fotografica.
E voi siete pronti?
martedì 15 novembre 2011
Bright Star
Bright star, would I were stedfast as thou art—
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature's patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth's human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors
No—yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow'd upon my fair love's ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever—or else swoon to death.
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature's patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth's human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors
No—yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow'd upon my fair love's ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever—or else swoon to death.
John Keats
1819
Trad: Lucente stella, esser potessi come te costante -
non però, in solitario splendore, nella notte sospesa,
mentre, con il tuo sguardo eterno, osservi distante
tu, della natura paziente e insonne eremita,
le mutevoli acque al sacro compito intente
di pure abluzioni attorno alle spiagge umane,
o mentre scruti la maschera, discesa lievemente,
di fresca neve sui monti, e sopra le brughiere -
No - sempre costante, senza un cambiamento,
adagiarmi vorrei sul seno generoso del mio amore,
sentendolo abbassarsi e sollevarsi lento,
in dolce inquietudine e senza mai dormire,
Così sempre, e per sempre, il suo lieve respiro sentire
e vivere in eterno - o, in estasi, morire.
Qualche sera fa ho visto per la seconda volta il film Bright Star di Jane Campion (un nome una garanzia). Mentre la prima visione mi aveva incollata alla trama (il film ripercorre gli ultimi tre anni di vita del poeta John Keats e la sua relazione amorosa, contrastata da molti ma alla fine accettata e sostenuta, con Fanny Brawne, gentile fanciulla di famiglia agiata e sua musa ispiratrice), questa volta mi sono concentrata soprattutto sulla fotografia, il contesto, i colori, i dialoghi permeati di poesia, le parole non dette, la sensibilità di una storia che tocca l'anima.
La sensibilità di Jane Campion pervade tutto il film ma ancor di più può ovviamente la poesia e l'arte di John Keats.
Dopo il primo bacio John e Fanny vengono separati dalle vacanze estive e iniziano una corrispondenza epistolare che li farà sentire vicini e consoliderà i loro sentimenti.
Tutte le lettere di Keats alla sua amata sono oggi pubblicate. Ne ho scelta una a caso (sono tutte splendide) che inizia così:
"My sweet girl,Your Letter gave me more delight, than any thing in the world but yourself could do; indeed I am almost astonished that any absent one should have that luxurious power over my senses which I feel. Even when I am not thinking of you I receive your influence and a tenderer nature steeling upon me. All my thoughts, my unhappiest days and nights have I find not at all cured me of my love of Beauty, but made it so intense that I am miserable that you are not with me: or rather breathe in that dull sort of patience that cannot be called Life. I never knew before, what such a love as you have made me feel, was; I did not believe in it; my Fancy was affraid of it, lest it should burn me up. But if you will fully love me, though there may be some fire, 'twill not be more than we can bear when moistened and bedewed with Pleasures" .
Quale donna non vorrebbe sentire parole come queste?
Buona settimana a tutti
Tutte le lettere di Keats alla sua amata sono oggi pubblicate. Ne ho scelta una a caso (sono tutte splendide) che inizia così:
"My sweet girl,Your Letter gave me more delight, than any thing in the world but yourself could do; indeed I am almost astonished that any absent one should have that luxurious power over my senses which I feel. Even when I am not thinking of you I receive your influence and a tenderer nature steeling upon me. All my thoughts, my unhappiest days and nights have I find not at all cured me of my love of Beauty, but made it so intense that I am miserable that you are not with me: or rather breathe in that dull sort of patience that cannot be called Life. I never knew before, what such a love as you have made me feel, was; I did not believe in it; my Fancy was affraid of it, lest it should burn me up. But if you will fully love me, though there may be some fire, 'twill not be more than we can bear when moistened and bedewed with Pleasures" .
Quale donna non vorrebbe sentire parole come queste?
Buona settimana a tutti
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