mercoledì 11 luglio 2012

Luoghi da visitare: Villa Panza - Varese (e la mostra "Reflections" di Bill Viola)

Domenica sono stata a visitare Villa Panza, a Varese. 

Villa Panza è oggi un bene del FAI, tra quelli secondo me meglio conservati. La villa è stata costruita nella seconda metà del 1700 e poi ristrutturata in epoca neoclassica. Oggi è celebre per la collezione di arte contemporanea che il suo ultimo proprietario, Giuseppe Panza di Biumo, ha raccolto negli ultimi 50 anni, invitando gli artisti più in voga dell’epoca a trasformare le numerose stanze della villa in opere d’arte ambientale. Mentre il piano terra infatti presenta una struttura di abitazione (anche se le sale, riccamente decorate e sontuose, sono ricche di opere d’arte, tra cui i grandi dipinti monocromatici di Sims e Simpson), le stanze del primo piano sono interamente dedicate all’arte e in particolare alle installazioni al neon di Dan Flavin. Non vi dico il tripudio di colori; ogni stanza ha un’installazione e un colore diverso. Bellissimo l’effetto sul corridoio, su cui si affacciano i fasci di luce delle porte; di sotto trovate una foto che ho trovato su internet e che rende l’idea della visione di insieme; ho cercato di scattare qualche foto anch’io ma, essendo vietato e dovendo quindi “agire” in fretta, l’effetto non è dei migliori (qualcuna però sono riuscita comunque a farla....ma non ditelo al Fai:-)!).


Allestimento Dan Flavin 1° piano


Interno

Sky space - James Turrell
Scorcio del parco

La villa dal cortile interno



La villa ospitava poi una mostra temporanea che mi incuriosiva da un po’. L’esposizione di Bill Viola “Reflections”. Non sono un’intenditrice d’arte (e quindi prendete pure qualsiasi mio commento con le pinze), però mi piace andar per mostre e farmi emozionare (o meno) dalle opere, moderne o antiche, poco importa. 






Bill Viola è un artista americano famoso oggi per le sue opere di video arte. Ammetto che, anche se si tratta di video (mi si perdoni il termine poco tecnico) e quindi per certi versi di un mezzo di comunicazione più immediato e vicino ai nostri tempi rispetto alla pittura o alla scultura, la loro interpretazione resta tuttavia difficile ai non esperti. Capita però che alcuni ti colpiscano dritto al cuore e ti costringano a fermarti a osservarli (la durata dei video va dai pochi minuti, all’ora e più), per capire, per riflettere, per immedesimarti. Non vi starò a commentare tutti i video esposti anche perchè alcuni di loro non mi hanno colpita o non li ho proprio capiti (mi scusi il sig. Viola). Però due video in particolare mi hanno trasmesso emozioni incredibili: il video “the darkest side of the dawn”, la registrazione dei minuti precedenti l’alba e di come la luce del sole, in crescendo, dia un significato nuovo al paesaggio circostante in ogni fotogramma, e il trittico di Nantes, che documenta la ricerca dell'autore del significato della vita attraverso concetti esistenziali quali la nascita, la morte e la trascendenza. Quest’ultima opera mi ha colpita molto, al di là della crudezza di alcuni fotogrammi (si vede il momento di un parto e l'agonia di un anziano dal volto sofferente e scarno e gli occhi ormai quasi chiusi). Mi ha fatto riflettere appunto sul cerchio della vita, su questo destino che accomuna tutti gli esseri viventi. Sta tutto lì: si nasce, si vive (più o meno bene) e si muore, e all’inizio e alla fine di questo percorso siamo soli, di fronte a Dio, di fronte alla vita in quanto tale e al nostro percorso.


The darkest side of dawn

Nantes Triptych


Se vi capita di imbattervi in un’esposizione di Bill Viola, vi consiglio di vederla, così come vi consiglio, se non abitate lontano, di visitare Villa Panza a Varese.
Buon inizio settimana a tutti!

3 commenti:

  1. Grazie del suggerimento. Non conosco l'artista. Molto interessante da quello che vedo.
    Raffaella

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  2. Ciao! Che bei posti che visiti.. non sono mai stata a Varese!
    Ps: volevo ringraziarti per il sostegno e augurarti buon weekend!
    Baciii

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  3. Sicuramente un luogo da visitare, da ammirare come le opere si coniugano con la cornice architettonica in cui sono inserite.

    http://arkitalker.wordpress.com/2013/07/16/tra-settecento-e-contemporaneita/

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